giovedì 8 aprile 2010
Sotto il segno della pecora V.2
giovedì 3 dicembre 2009
7 Luglio 2009 Pre concerto, gita a Milano
lunedì 30 novembre 2009
Viaggio a Milano 6 Luglio 2009
domenica 2 agosto 2009
Giovedì 2 Ottobre 2008
Comunque paese che vai, usanze che trovi no? Dopo aver fatto diverse foto al paesaggio, le classiche foto cartolina ci siamo diretti al famoso cimitero. Il cimitero è enorme e noi purtroppo eravamo sprovvisti di cartina per non perderci tra le tombe. In ogni caso abbiamo saluta Emile Zola, che non è parente del nostro famoso calciatore, Godefroy Cavaignac, Loise Weber, dite La Goulue, creatrice del cancan francese,Arrigo Beyle meglio conosciuto come Stendhal e molti altri. Alcuni mausolei sembravano vere e proprie case! Mentre passeggiavamo abbiamo anche visto alcuni che giravano un film, peccato non capissi niente di francese!
Alla fine della passeggiata, abbiamo un pò girato tra le vie e poi preso la metro per poi dirigerci in aeroporto.
Parigi è una città bellissima, i suoi abitanti un po' meno :).
Non ho apprezzato particolarmente il loro cibo, fatta eccezione per i croissant, meravigliosi, le baguette e il pane in generale. Le crepe preferisco quelle giapponesi.
Per il patrimonio artistico dedica sicuramente un'altro viaggio e spero che per allora la criminalità sia diminuita. Troppi bambini zingari in metro che cercano di rapinarti e poi anche nelle vie... creano particolari trucchi per distrarti e fregarti il portafoglio. In alcuni posti come vicino alla tour eiffell è pieno di polizia e non so se questo sia rassicurante o no.
La prossima volta che tornerò includero anche Euro Disney e vi saluterò Topolino.
Mercoledì 1 Ottobre 2008
Mentre entravo nella piramide
mi sono immediatamente ricordata del remake Belfagor...chissà se avrei incontrato la mummia mentre cercavo il Santo Graal. Il codice da Vinci dava delle indicazioni così esatte...
A parte la ricerca del famoso calice, avevamo deciso di vedere L'arte egizia, quella italiana compresa la gioconda e Bosh, uno dei miei pittori preferiti. Per prima cosa ci siamo imbattuti nella Nike di
Samotracia, una scultura meravigliosa, peccato per la perdita della testa
E qui sono iniziate le lotte con i giapponesi per riuscire a fare le foto :). Uno dei miei primi obiettivi era sicuramente la Gioconda. Sapevo che a molti aveva deluso, perchè si aspettavano un quadro enorme e del resto non è di certo il quadro che preferisco di Leonardo, ma non potevo non vederla. Quando sono arrivata ho dovuto sgomitare un po' per riuscire a vederla, ma alla fine ci sono riuscita, era lì, brutta, dal frontone immenso e sorridente. Ho cercato di farle qualche foto, ma purtroppo ero troppo lontana. Bizzarro che solo lei sia protetta così ossessivamente.
Tra le sculture più importanti che abbiamo visto: la Venere di Milo
lo schiavo di Michelangelo
e la bellissima Amore e Psiche
Io non amo particolarmente la scultura, ma queste statue sono bellissime, valeva il viaggio a Parigi anche solo per vedere loro.
Abbiamo visto inoltre il codice di Hammurabi, che mi ha riportato di colpo alla prima media e che mi sono soffermata a leggere tutto e diversa arte musulmana. Non mi sono fatta mancare la visita dell'arte egizia, che trovo meravigliosa e interessantissima. Qui ho visto per la prima volta animali mummificati, gatti, coccodrilli e molti altri e mi sono immaginati i miei mici fasciati in quel modo dopo la morte e tenuti in salone.... mmmm direi di no. E naturalmente abbiamo visto quanti più quadri era possibile, tra i quali Le nozze di Cana e l'incoronazione di Napoleone. Alla fine ero distrutta, i miei piedi mi hanno abbandonati e siamo usciti per dirigerci ai giardini delle Tuileries
dove ci siamo soffermati e mangiare una delle tante famose baguette.
Nel pomeriggio ci siamo riposati in una famosa sala da the consigliatami da un collega che ha vissuto diverso tempo a Parigi, il suo nome è Mariage Freres. All'interno della sala vendono centinaia di tipi diversi di thè, e subito ho fatto diversi acquisti per me e per la mia famiglia. Per decidere quale thè scegliere ci abbiamo messo circa 20 min, tanta era la scelta disponibile. Tra l'altro nel tavolo c'era una piccola guida che indicava i tempi di cottura per ogni tipo di thè, cavoli e io che pensavo bastasse solamente bollire l'acqua!
Consiglio a chiunque in andarci, è un posto squisito.
La sera abbiamo girato un pò random e siamo tornati in albergo a preparare le valigie, perchè il viaggio volgeva al termine.
mercoledì 10 giugno 2009
Primo video
Ecco qui il video:
Si ringrazia della gentile collaborazione, in ordine sparso:
Tora, Kuma, Sushi, Tigro, Ernesto, Ugetto, Gigi, Maya, Giudy e Andrea che compare in qualche foto :).
Ringrazio inoltre i Take That, che amavo da adolescente e che continuo ad ascoltarli ancora oggi.
giovedì 16 aprile 2009
Martedì 30 Settembre
La gente ha sempre fretta, non si ferma nemmeno per mangiare. Mentre passeggia estrae la baguette dalla borsa ed inizia a mangiare.
Se c'è una cosa che non piace ad un italiano è mangiare camminando :). Abbiamo visto anche la stazione Madeleine ed ho notato tristemente che non c'era nessuna panchina dove sedersi. Dopo aver fatto un po' di tetro umorismo davanti al Ritz ci siamo diretti in albergo per prepararci per la cena e per festeggiare il nostro primo anniversario. Per essere sicura di trovare un posto carino avevo chiesto ad un collega, che ha vissuto anni a Parigi, un posticino carino e lui mi ha consigliato La Coupole. Per evitare incovenienti abbiamo prenotato online prima di partire e in effetti nonostante la sale sia enorme, era pieno di gente. Quello che mi ha colpito dei ristoranti parigini e che ottimizzano i tavoli. La privacy non esiste. I tavolini da due sono quasi attaccati agli altri tavoli e se non fosse che non capisco niente di francese avrei tranquillamente potuto partecipare alle discussioni dei tavolini. La cosa inevitabile poi è che guardi quello che mangiano... che cosa brutta.
Il ristorante comunque è molto bello, ma ho capito che il cibo francese non fa per me. Forse non abbiamo preso i piatti giusti, ma il menù solamente in francese non ha aiutato... ed il cameriere non era molto disponibile a spiegarci in inglese le portate, quindi siamo andati a caso. Ho preso paté di fegato d'oca, che era molto buono, e poi il resto l'ho dimenticato... Andrea ha cannato tutti i pasti.. non gli è piaciuto niente di quello che ha mangiato. E poi per dolce ho commesso l'errore di ordinare qualcosa con il formaggio.
Nell'immagine il dolce scelto da Andrea che era meglio del mio ma non per questo buono.
Mi aspettavo una cosa dolce, invece sapeva proprio di formaggio fresco, assomigliava a tutto tranne che ad un dolce. E dopo questa fantastica ed immenticabile pasto, meno male che abbiamo riso, ma forse era per il vino, siamo tornati in albergo.
Lunedì 29 Settembre 08
Al primo piano ci sono delle vetrate enormi dove sono rappresentate alcuni passi della Bibbia. Siamo rimasti un po' a cercare di vedere tutte le storie rappresentate, a rischio e pericolo del mio collo.
Mentre le osservavo mi sono accorta che dovrei rinfrescare la lettura della Bibbia, alcune storie proprio non le ricordavo. Dopo aver comprato un po' di souvenir e cartoline varie ci siamo diretti alla Conciergerie, in origine parte del palazzo di Re Filippo IV, ma conosciuta perchè durante la rivoluzione francese fosse l'anticamera della ghigliottina. Tra gli ospiti più illustri di questo carcere ricordiamo Maria Antonietta, Georges Danton e Robespierre. Le stanze del carcere era diverse in base al ceto sociale degli ospiti. Le persone senza soldi non avevano nemmeno il letto, mentre i più ricchi potevano pure disporre di una scrivania. Nemmeno in carcere siamo trattati tutti uguali. Dopo essere stati in carcere siamo andati a trovare Quasimodo, ma non si è fatto trovare... sarà perchè era pieno zeppo di turisti?
Notre Dame è molto bella, adoro il gotico e non riuscivo a staccarmi dai gargoyles, avevo paura che mi volassero sulla testa. Qui sotto un paio di ospiti della cattedrale.
Per pranzo, abbiamo comprato qualcosa in una bancarella e ci siamo seduti nei giardini di Notre Dame. Da notare che il wifi libero è ovunque e mentre mi riposavo i piedi o potuto aggiornare il mio stato su Facebook. Dopo esserci riposati un pochino abbiamo ripreso a camminare in giro per la città passando per le vie dell'isola Saint Louis dove abbiamo visto il famosissimo negozio Clair de rêve dove è possibile ammirare delle bellissime marionette. In vetrina ho visto un perfetto pinocchio e un charlie chaplin. Erano così belli che sembravano reali.
Passeggiando ci siamo persi tra Rue des Frances Bourgeois, Rue Rambuteau, Rue de Rivoli e St. Eustache. Abbiamo anche visto Pont Neuf e ricercato la statua equeste di Enrico IV. Di sera siamo andati a vedere l'arco di trionfo, ma non siamo saliti, secondo me costava troppo. C'era un freddo e vento da paura! Incredibile cappotto e sciarpa a settembre... per noi impensabile ... a volte a fine settembre andiamo ancora al mare. Abbiamo scattato un po' di foto e siamo andati in giro nelle vie delle negozistica a Champs Elysee.
Qui siamo entrati da Esprit e abbiamo fatto conversazione con un commesso italiano, ci ha riconosciuto da un mio commento sulla Pausini. Ci ha parlato di come si vive a Parigi, del fatto che i parigini amino la Carlà (che per me si possono pure tenere) e del fatto che avesse un po' di nostalgia di casa, anche se era contento della vita che faceva. Del resto a Parigi si hanno molte possibilità di lavoro discretamente pagate.
mercoledì 31 dicembre 2008
Domenica 28 Settembre 08
Abbiamo preso l'audioguida, che era compresa nel biglietto, ma devo dire che è statA un po' deludente. L'audioguida descriveva solamente le opere d'arte senza soffermarsi a descrivere la vita che si svolgeva nelle varie stanza. C'è bisogno di pettegolezzi! Mi aspettavo che si soffermasse su quale fatto famoso accaduto.. qui la regina beveva la cioccolata o qui ha incontrato per la prima volta il duca, insomma dopo anni di Lady Oscar.... volevo vedere dove si erano svolte realmente le scene! Per questo devo dire che Schonbrunn è stato 100 volte superiore! A momenti sapevo anche quanti addominali faceva Sissi la mattina :D. Sotto c'è la foto di un soffitto della reggia, il filo è una parte di un opera d'arte di Koons, un'aragosta.
In ogni caso, dopo la visita alle stanze compresa di sculture moderne siamo andati ai giardini. I giardini sono meravigliosi, ci passerei intere mattinate in bicicletta... farlo a piedi è un po' faticoso. La cosa che mi ha colpito maggiormente dei giardini è la statua di Nettuno, che potete vedere nella foto in basso.
All'interno del parco è possibile pranzare e noi non ci siamo di certo tirati indietro con due panini e due crêpe innaffiati da una bottiglietta di vitel per un totale di 18.50. Eh si Parigi è proprio economica! Nel pomeriggio ci siamo seduti a riposare e magicamente le fontane del giardino si sono tutte accese ed hanno iniziato a suonare musica classica. Devo dire che anche se non amo la musica classica, ascoltarla all'interno di un giardino così meraviglioso fa il suo effetto.
Dopo aver visitato il parco, abbiamo deciso di non andare a vedere anche il Petit Trianon e ci siamo diretti verso la Tour Eiffel. Quando dico che è meglio comprare i biglietti prima, penso sempre alla fila interminabile fatta per vederla... ore e ore.. una cosa allucinante! Dopo aver fatto tutta quella fila, siamo rimasti ore ed ore a vedere la vista che la torre offre. Siamo riusciti a vedere Parigi al sole, al tramonto e la notte ed abbiamo scattato un sacco di foto.
Quando abbiamo deciso di andare via, abbiamo fatto la fila pure per uscire!
A cena siamo andati in un posto chiamato Flams a Montparnasse ed abbiamo assaggiato la specialità. Il posto è alla mano, il cameriere purtroppo non parlava molto bene l'inglese e non riusciva a spiegarci il menù. Fortunatamente un ragazzo francesce, che mangiava vicino al nostro tavolo, ci ha spiegato che c'era la possibilità di pagare un prezzo fisso, 15€ e di mangiare a volontà. Le Flams è una specie di pizza molto sottile e condita con formaggio fuso più qualsiasi cosa che venga in mente al cuoco, tipo patate, funghi ecc. Dopo la mangiata siamo tornati in albergo e siamo crollati dal sonno :)
domenica 14 dicembre 2008
Partenza per Parigi 27 Settembre '08
A tarda sera siamo finalmente arrivati all'aeroporto Charles De Gaulle ed abbiamo preso una navetta che portava direttamente all'Operà. Arrivati all'Operà, che ho immortalato subito con alcune foto (almeno una doveva uscire bene no?), è iniziata a venirmi la fobia dello scippo che purtroppo mi ha accompagnato per tutto il viaggio parigino.
Per arrivare all'albergo abbiamo preso la metro sino alla Rue del Commercio (il giorno seguente abbiamo scoperto che avevamo una fermata a 10 passi dall'albergo) e poi una passeggiata a piedi. L'albergo, un due stelle, è dignitoso e pulito, peccato che il bagno fosse piccolissimo. La doccia era così piccola che non ci si poteva girare. Il letto sembrava una piazza e mezzo, ma ci si dormiva abbastanza bene. Visto il lungo viaggio e l'ora tarda siamo andati subito a letto.
sabato 4 ottobre 2008
Preparativi per Parigi
quale città sarebbe stata migliore per festeggiare se non Parigi?
Visto che Andrea aveva già visitato la città due volte, mi ha lasciato carta bianca per scegliere gli itinerari e che cosa vedere. Per la prima volta in vita mia, ho deciso di organizzarmi il viaggio in maniera precisa, non volevo che succedesse come in Giappone di trovare alcune posti chiusi e non volevo fare nemmeno il tour de force fatto a Madrid.
Quindi ho deciso di fare le seguenti cose:
- Comprare una Moleskine di Parigi;
- Consultare il sito di Carla Polastro - http://www.faqparigine.it/;
- Chiedere al mio collega che ha vissuto diversi anni a Parigi i posti dove poter mangiare bene.
Dopo un paio di giorni per pensare il programma era il seguente:
27 Settembre '08
Arrivo previsto all'aeroporto Charles de Gaulle intorno alle 21.
Prendere la RER e la metro e poggiare le valigie in albergo e poi visita alla Tour Eiffel.
28 Settembre '08
Visita alla Reggia di Versailles e giro per la città
29 Settembre '08
Visita a :
- Notre Dame;
- Louvre;
- Jardine des Tuileries;
- Giro per negozi;
- Champs Elysees;
- Arco di Trionfo
30 Settembre '08
Visita per la città e le sue famose strade:
- Pont Neuf;
- Ste Chapelle;
- Ile St. Louis;
- Marais;
- Rue de Bourgeois;
- Beaubourg;
- Rue de Renard;
- Hotel de Ville;
- Rue de Rivoli;
- St. Eustache
e visto che è il giorno dell'anniversario.. cena alla Coupole alle 20.30.
1 Ottobre '08
Visita a:
- Palais Royal;
- Avenue de l'Operà
- Operà Garnier;
- Rue de la Paix;
- Place Vendome;
- St. Pierre de Mortmartre;
- Sacre Cour.
Rientro il 2 Ottobre primo pomeriggio.
Se rimaneva tempo nel programma:
visita al Ballon air Paris Eutelsat.
lunedì 16 luglio 2007
Jonathan Strange e il signor Norrell di Clarke Susanna
giovedì 24 maggio 2007
How Could You?
(per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho
aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri felice.
Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma
sono divenuta una "prigioniera dell'amore". Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare
il rumore della tua auto. C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se
avessi un cane,tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di
me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono
ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia. Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura,
di disperazione. Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio
sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende. Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi
chiesero "Come hai potuto?". Qui al canile, con noi sono premurosi,tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea -
che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi. Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai. Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il
corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei
mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore. Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la
puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto". Forse perchè non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non
avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti, nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà.
Fine
By Jim Willis 2001 traduzione di Patrizia
Fiorenzato
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Una nota dell'autore
Se "How Could You?" ti ha fatto piangere mentre lo leggevi, così come ho pianto io mentre lo scrivevo, è perchè è la storia composita di milioni di "animali da compagnia", che in passato avevano un padrone e che ogni anno muoiono nei rifugi per animali in America e Canada (come anche in Italia!n.d.t.).Chiunque voglia distribuire questo saggio per scopi non commerciali è ben accetto, purchè sia correttamente riportata la nota sul copyright. Per favore, utilizzate questo saggio per aiutare l'educazione, nel vostro sito, nelle newsletter, nei rifugi per animali,
negli ambulatori veterinari e nei bollettini. Dite alla gente che la decisione di aggiungere un animale alla famiglia, è una decisione importante per la vita, quegli animali meritano il nostro amore e cure sensibili, che trovare una nuova casa
idonea per il vostro animale è una vostra responsabilità e qualunque associazione umanitaria locale o lega per la difesa animale può offrirvi buoni consigli, e che ogni vita è preziosa. Per favore, fate la vostra parte per fermare le uccisioni e favorite tutte le campagne per la sterilizzazione per prevenire animali indesiderati.
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Ho riportato qui una la storia che ho letto su it.discussioni.animali.cani e come é scritto poco sopra mi ha fatto piangere :).
Non abbandonate MAI gli animali. Prima di prenderne uno siate coscienti dell'impegno preso. Il batuffolo che accoglierete, diventerà grande, distruggerà oggetti, avrà bisogno di visite veterinarie, potrà sembrare costoso ed a volte sembrerà che sia un limite alla vostra vita, ma l'amore incondizionato che saprà darvi non avrà prezzo. L'unica cosa è pensateci bene.
venerdì 4 maggio 2007
Il maestro di scherma
Questo libro ha avuto la sfortuna di essere letto dopo "Nel buio che precede l'alba" e probabilmente all'inizio ero un pò lenta nel leggerlo perchè avevo ancora in mente i personaggi dell'altro. Avevo letto già dell'autore il Club di Dumas, che mi era piaciuto ma non entusiasmato. Protagonista del libro è il maestro Jaime Astarloa, maestro di scherma e uomo d'onore di una vecchia 'cavalleria' ormai inesistente. Egli vive isolato dalla politica e dalla cultura contemporanea (Spagna 1868). Il suo unico sogno è trovare la stoccata perfetta, ma sembra impossibile da trovare come il santo Graal. La vita del maestro viene agitata dalla comparsa di una donna giovane e bella, ma alquanto misteriosa, tale Adela de Otero, che chiede di imparare una stoccata invincibile creata dallo stesso maestro. Astarloa decide di accogliere Adela come sia allieva nonostante alcune perplessità e questo da inizio ad un susseguirsi di intrighi in cui il maestro rimarrà invischiato. Lo scrittore trae spunto anche in questo libro dai tre moschettieri, il personaggio di Adela è fin troppo simile a Milady. Peccato che non ho conoscienza delle tecniche di scherma... leggendo questo libro mi sarebbero state sicuramente di aiuto, visto che vi sono numerose e specifiche descrizioni dei combattimenti.
Nel buio che precede l'alba
venerdì 13 aprile 2007
Sotto il segno della pecora - Murakami
Dopo anni di accanita ricerca sono finalmente riuscita a leggere questo libro. Diciamo che dovrebbe essere il prequel di 'Dance Dance Dance' e in Italia non è più reperibile da diverso tempo. Avevo contattato numero volte la casa editrice che l'aveva inizialmente pubblicato, senza che mai avessi avuto risposta da parte loro. Approfitto questo spazio per ringraziare la Longanesi per la loro mancata disponibilità. Girando sul web, ho trovato numero persone che cercavano questo libro, come se fosse il santo graal e finalmente dopo accanita ricerca ho trovato chi mi ha potuto fornire il file in formato pdf. Il libro è abbastanza bello, come del resto tutti i libri di Murakami.
I personaggi come sembre bizzarri. Il protagonista è un pubblicitario annoiato e mediocre che ha il compito di rintracciare una pecora che appare in una foto utilizzata per una campagna pubblicitaria. La foto è stata fatta dal Ratto, un amico del protagonista ormai scomparso in qualche paese sperduto. La ricerca è stata incaricata da un famoso Boss che vuole assolutamente rintracciare la pecora. La pecora, essere geniale che si diverte ad entrare ed uscire dai corpi per ottenere i suoi scopi e come aiutante del protagonista una ragazza dai lobi particolari. Non aggiungo altro, ho già detto abbastanza... nel caso qualcuno fosse interessato al libro contattami pure. Certo leggerlo in delle fotocopie od online non è la stessa cosa di avere il libro... ma almeno è possibile leggerlo!
venerdì 6 aprile 2007
Arriva Tora
Ho sempre amato gli animali.. a parte alcuni insetti, ed ho avuto sempre intenzione di prendere un cane quando avrei avuto una casa mia. Adoro i cani e l'affetto incondizionato che ti dimostrano. Certo sono un impegno, ma un impegno piacevole. A. invece, preferisce i gatti.. ma avendo un vicino con tre cani, era dubbioso sul prenderne uno. Visto che sono una persona previdente, ho fatto un sacco di ricerche su che tipo di cane sarebbe stato più adatto a me. Controllavo la razza, guadavo la taglia, le caratteristiche del cane, le mie abitudini, la casa ecc. Basta leggere per un giorno il newsgoup sui cani (idac) per sapere che bisogna ponderare bene la scelta. Ormai ho praticamente scelto la razza (Alaskan Malamute), ma per soldi e per tempo, ho posticipato l'acquisto a data da definirsi. Il fatto che a casa non ci sto molto è una delle motivazioni principali. Mentre riflettevo sul fatto se fosse possibile prendere un cane visto che non ci sono mai, qualcuno tramava nell'ombra....Mentre andavo a casa dei genitori di A. una pallina di pelo si butta di fronte alla mia macchina. Penso sia il solito piccione stupido che si posta all'ultimo, ma A. mi ferma e mi dice guarda! Era un micino color minestrone piccolissimo. Ci guardava e noi non sapevamo che fare. L'abbiamo raccolto e messo sul marciapiede, ma sembrava che amasse di più il copertone dell'auto. Alla fine l'ho guardata, ho guardato A. e gli ho detto: portiamola a casa!. Non è un Alaskan Malamute, non è neppure un cane, quando l'ho vista la prima volta era scheletrica. infreddolita, con gli occhi cisposi e malaticcia, ma ormai fa parte della famiglia! Ecco Tora, ora bellissima micietta, per gli amici Pisy.
Le cronache di Narnia - C.S. Lewis
Un giorno come Figaro - scritto il 27/06/2006
Pochi giorni fa A. ha deciso di abbandonare qualsiasi barbiere/parrucchiere e di fare da solo comprandosi un tagliacapelli.Volendo subito provare l'acquisto, mi si è offerto come cavia. Con animo impaurito e teso, nonostante non fosse la prima volta che tagliavo i capelli a qualcuno, gli ho tagliato i capelli. Il risultato è stato soddisfacente anche se secondo lui ancora troppo lunghetti.
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Domenica:
A. mi ha chiesto di ritagliarli i capelli, non riesce più a domarli. (In effetti sono ancora lunghetti, ma come prima volta non volevo rischiare). Preparo tutto come se fossi una parrucchiera esperta: asciugamano, sedia, pettine ecc e mi acciungo al taglio dei capelli.A. mi da una totale fiducia che sinceramente mi spaventa. Mi chiedo come fa a fidarsi? E se gli taglio i capelli da schifo? Nemmeno mio nipotino era così tranquillo quando gli avevo accorciato i capelli...In ogni caso inizio l'operazione, parto con quelli di dietro, l'operazione è semplice e sembra andare per il verso giusto. Mi fermo e inizio a fare quelli davanti. Sono concentratissima e mentre inizio a tagliare la sicura del tagliacapelli decide di volare via. Il risultato era una specie di scalpo sulla testa di A. Assomigliava all'erba appena tagliata in mezzo ad un campo di erbacce. Mezza disperata tra un scusa e l'altrao, ho dovuto riparare il danno, tagliandoli decisamente corti, quasi rasati. Fortuna che A. rideva... se fosse capitato a me non sarei stata così tranquilla =_=.
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Dopo qualche giorno
I capelli di A. sono ancora cortissimi, dice che tanto ricresceranno e che comunque rimane al fresco. (Lo credo a momenti lo rasavo...)Mi chiedo se si fidera' nuovamente di farsi tagliare i capelli da me :O.Lui racconta l'accaduto un po' a tutti come se fosse una barzelletta, facendosi grosse risate... io ancora non riesco a riderci su, anche se ripensando al momento della rasata scalpo un po' sorrido. (Chissà che faccia che devo aver fatto al momento).
Oggi
A. continua a fidarsi e si fa tagliare i capelli da me.. io con il tempo sto migliorando :).